| Le nostre performance |
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Una musicalità da ripristinare L'obiettivo del progetto è ripristinare ciò che l'uomo, per via di forzati adattamenti, ha modificato e reiterato: la Nostra Musicalità.
L'intento è quello di mettere in luce quelle Competenze Musicali di base (potenziali umani) molto spesso soppiantate da approcci rigorosi e sistematici, che non hanno lasciato spazio alla vera espressiva-musicalità, presente in noi dal momento del concepimento, necessaria a valorizzare e non valutare la persona a favore di un sano e rivelato compiacimento.
Superando...
• La fallacia della scuola tradizionale (il Conservatorio) sta nel fatto che la pratica musicale parte da un livello di competenza specificatamente tecnico; si ritiene necessario partire dal solfeggio (aride pillole pronte ad arredare giovani menti) e dalla tecnica (abitudini artificiosamente costituite), dove l'approccio addestrativo, svalutando le competenze musicali di base (fede nei potenziali umani), non solo non permette alla persona di essere “Sé stessa”, ma nemmeno di “esistere per quello che È ”. Le fratture in campo musicale sono quanto mai evidenti, basti pensare quanti bambini abbandonano lo studio della musica, perché non hanno trovato in essa alcun riscontro positivo; a loro è stata negata la possibilità di ritrovare Sé Stessi (ri-specchiamento della propria musicalità).Scegliendo...
• Non più aride pillole di solfeggio, ma una rivoluzione didattica che recupera i vantaggi e gli agenti formativi di un'educazione musicale globale, svolta durante l'infanzia e l'adolescenza; una nuova concezione formativa la quale non permette più che il bambino si avvicini alla musica solo dopo aver imparato a leggere e a scrivere le note, ma si propone di portarli a contatto diretto con la musica; dovendo tale contatto precedere, non seguire, la conoscenza grammaticale; lasciando dunque, spazio ad un'espressione musicale cosciente, il bambino viene portato a contatto con la musica, fisicamente ed emotivamente, evitando di “raggelare la spontaneità e l'immediatezza espressiva” così fragranti nell'età infantile e sviluppando una crescita musicale metacognitiva.
Perseguendo...
• Sincronia – Sintonia – Sinfonia, sono questi i concetti chiave del nostro laboratorio. Essi vengono presentati, dalla Dea Musica, come regole d'oro, fondamentali non solo per accordare il Paese del Ritmo, ma soprattutto per attivare una relazione sempre più positiva con sè stessi, con gli altri e con la realtà che ci circonda. Il destino umano, come ogni altra forma della natura, è la comunicazione che sviluppa la musicalità implicita nella nostra costituzione relazionale che è sincronica, sintonica, sinfonica, dal grembo materno al grembo sociale. Questo Progetto dunque, investe, non solo le attività musicali, ma il miglioramento della qualità della vita degli ospiti.
Un contatto da ripristinare: esecutore-pubblico Durante le nostre performance, cerchiamo di creare per i ragazzi, un contesto favorevole, ripescando nei loro ricordi (memorie del corpo) le sensazioni forti, che colte con discrezione possono favorire benevoli condizioni: Individuando...
• il Chiostro, luogo prescelto, livellato, dove tutti sono “alla pari”; un palco, invece, comprometterebbe un rapporto di condivisione.
Scegliendo...
• un Chiostro, metafora di un grembo materno, come spazio da condividere, “che ha funzione di rimando dell'immagine della persona, che gli viene restituita ampliata”; dove tutti all'occorrenza possono naturalmente ed istintivamente esprimersi in un ottica di contenimento.
Favorendo...
• l'Accomodamento, che mette la persona a proprio agio senza minimo condizionamento, permettendogli di esternare, naturalmente, la sua espressività liberamente; favorendo uno stato di benessere, che invita a vivere la realtà secondo un “principio di piacere”, consolidato e rinforzato dal “compiacimento” delle proprie tracce espressive; con l'adattamento, invece, la persona, influenzata inevitabilmente dall'ambiente, si conforma e uni-forma pre-occupandosi di non intaccare quell'assetto irreprensibile, rinunciando alla propria identità.
Ripristinando...
• la Continuità (tra pubblico ed esecutore) l'esibizione strumentale diventa contenitiva se nel momento della messa in gioco (risonanza) c’è dall'altro lato una società pronta ad accoglierla; una continuità, dunque, che permette di non segnare quel confine, che molto spesso pregiudica il nostro “stare al mondo”. Basti pensare come il bambino, all'interno del grembo materno, senta la necessità di uscire, perché quei confini gli “stanno stretti” e come questa sensazione emotonica, gli restituisca una sensazione di disordine, caos, perdita del controllo. Solo l'immaginazione (strategia di sopravvivenza) può salvarlo e attraverso la magia dei movimenti psichici prima e quelli fisici poi, ecco che può liberarsi; intraprendendo un Viaggio faticosissimo (viaggio dell'eroe), per ri-trovare quella libertà già posseduta durante gli altri stadi prenatali e che consente di abbattere i “confini tra Noi e il pubblico”; sollecitando, inoltre...
• un occhio di ri-Guardo, da parte di un pubblico, che non volga quel solo sguardo capace di dichiarare e svelare giudizi, ma piuttosto desideroso di avere un “Occhio di Ri-guardo”, capace di vestire in modo opportuno e adeguato una Persona.
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Obiettivi
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