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ORFF-SCHULLWERK, metodologia ideata da Carl Orff, si ispira a principi didattici di stampo prettamente attivo e interdisciplinare. Principi che ne qualificano la ricchezza operativa e la pluralità di stimoli e che appunto per questo lo configurano non tanto come “metodo”, ma come una prassi metodologicamente aperta. La musica “si impara facendola e non astraendola”, imparare a scrivere le note sul pentagramma non significa “imparare la musica”, ma imparare a codificarla; la musica si “impara”, traducendo in concreto il proprio bisogno di viverla fisicamente ed emotivamente, così che essa contribuisca alla nostra formazione e crescita globale come individui, attraverso una esperienza creativa e collettiva che coinvolga tutto ciò che alla musica è o può essere inerente: linguaggio, gesto, movimento, danza, scansione verbale, vocalità, strumentario, drammatizzazione e performance.
Tale metodologia ruota intorno allo “strumentario Orff”.
G. Piazza
Carl Orff nasce a Monaco di Baviera il 10 luglio 1895 e muore a Monaco di Baviera il 29 marzo del 1982; è stato un compositore tedesco, famoso principalmente per i Carmina Burana e per i Catulli Carmina.
Essendosi occupato specificamente anche di pedagogia e didattica, ha influenzato profondamente l'educazione musicale, proprio attraverso lo strumentario e la metodologia “Schullwerk” (opera didattica).
Orff teneva in particolare considerazione il fattore ritmico nella sua totalità: nel movimento, nella voce e nella musica strumentale; pertanto aveva individuato, nel suo strumentario, le caratteristiche fondamentali della ricerca dell'elementarità e della metodologia pratica.
Egli riteneva e sosteneva che la Musica per essere comprensibile e accessibile, cioè a misura del bambino, dovesse essere elementare; molto bene si presta a tale proposito l'utilizzo della scala pentatonica (ad esempio Do Re Mi Sol La) attraverso alcuni strumenti tipici dello strumentario.
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