| Simbologia |
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Roland Benenzon, uno dei più importanti fautori e sostenitori della musicoterapia mondiale, sostiene che :«ogni elemento in grado di produrre un suono udibile o che produca un movimento suscettibile di essere vissuto come messaggio, come mezzo di comunicazione, è parte integrante degli strumenti di musicoterapia…gli strumenti classici o quelli Montessori, non sono i soli ad avere importanza: si utilizzano anche il corpo, la voce, le mani… gli strumenti creati da sé…» (Benenzon, 2005). Abbiamo preso in prestito questo concetto di un grande come Benenzon, che, ancor prima di essere musicoterapeuta, è medico, psichiatra, musicista, docente universitario (Argentina) e ricercatore, perché riteniamo abbia una significanza e una valenza tali da giocare un ruolo centrale, soprattutto in chiave pedagogico-musicale, nella nostra consolidata prospettiva e-ducativa di base.
Il Tamburo ad esempio, come tutti i membranofoni con cassa di risonanza, tende a richiamare il battito cardiaco; inoltre se lo si suona in piedi, permette il movimento completo del corpo di chi lo suona. La sua struttura semplice ed aperta, lo rende particolarmente adatto all'apertura ed alla comunicazione: il suo suono tende infatti a dirigersi verso l'esterno, in modo diretto e determinato, senza limitazioni, consentendo di ri-suonare con gli altri corpi. In un'ottica più spiccatamente sociale e psicologica, il tamburo, in quanto strumento leader per eccellenza, tende ad imporsi sugli altri strumenti, consente pertanto, attraverso una naturale identificazione con esso da parte di chi lo suona, l'individuazione e l'affermazione della propria componente leader che ognuno di noi ha, spesso in forma latente e repressa; quindi un utilizzo attento e alternativo di tale strumento contribuisce a sviluppare la propria estroversione e determinatezza all'interno del gruppo. Altri strumenti a percussione come i Cimbali, le Campanelle, il Triangolo, grazie a peso e struttura ridotti consentono di muoversi agevolmente nell'ambiente, favorendo la danza e l'espressione. Tra gli strumenti a percussione ritroviamo il più noto e famoso Pianoforte, che, a differenza del tamburo, possiede il suo dispositivo di percussione all'interno, pertanto tende all'introversione, non in senso negativo, ma come stimolo a non invadere lo spazio dell'altro, pur entrando in risonanza con esso. L'enorme quantità di armonie che può sviluppare, lo affianca bene a qualsiasi altro tipo di strumento, ponendolo in una condizione di “cornice” e “contenimento” sonori; questo consente di sviluppare in chi lo suona, tra gli altri, un senso di discreta ma determinata integrazione personale ed al contempo una facilitazione all'integrazione dell'altro nel gruppo. Altri strumenti a percussione come lo Xilofono o il Metallofono o il Glockenspiel, per la loro struttura di lamine mobili, che si possono quindi spostare o addirittura rimuovere e riporre agevolmente, consentono di effettuare un veloce passaggio dal ritmo alla melodia e da questa all'armonia e viceversa; consentono di realizzare immediatamente una scala pentatonica, dove qualsiasi melodia è “buona”, dando immediatamente a chi lo suona, un senso di competenza e quindi di sicurezza e di adeguatezza al gruppo, fondamentale per l'autostima. ...ogni strumento, adeguatamente individuato, personalizzato e familiarizzato, in base alla propria peculiarità, consente di risuonare con se stessi e con l'ambiente circostante… |
Simbologia
Gli strumenti hanno un valore ed una simbologia che spesso sfuggono ai “non addetti ai lavori”; pertanto, senza addentrarci in discorsi eccessivamente tecnici e filosofici, ci piace dare una semplice, ma chiara, descrizione della valenza latente che, spesso, questi strumenti nascondono.